
Registro e Pratiche
Aprire una partita IVA: requisiti, regime fiscale e costi iniziali
Per aprire una Partita IVA in Italia servono quattro requisiti personali: almeno 18 anni, capacità di intendere e di volere, residenza in Italia e requisiti specifici della professione o del settore.
Prima della pratica: requisiti, forma giuridica e codice ATECO
Per aprire una Partita IVA in Italia servono quattro requisiti personali: almeno 18 anni, capacità di intendere e di volere, residenza in Italia e requisiti specifici della professione o del settore. Alcune professioni richiedono l'iscrizione a un albo o alla Camera di Commercio, con relative spese. Il modello AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate si usa per l'attività professionale o per le altre attività non obbligate all'iscrizione al Registro delle imprese. Se l'attività richiede l'iscrizione al Registro, il canale di avvio è diverso e va verificato prima di compilare qualsiasi modulo.
La forma giuridica si sceglie valutando cinque elementi: dimensioni dell'azienda, giro d'affari, settore, responsabilità giuridica degli eventuali soci e capitale iniziale. Le opzioni: ditta individuale, che include impresa familiare e impresa coniugale; società di persone (società in nome collettivo, società in accomandita semplice e società semplice, quest'ultima solo per attività economica non commerciale); società di capitali, come società a responsabilità limitata e società per azioni.
Il codice ATECO identifica l'attività che eserciterai e va indicato nella domanda di apertura. Per individuarlo, l'Agenzia delle Entrate rinvia alla Classificazione ATECO e al servizio Infocamere, che portano alla voce corretta. Scegliilo in modo coerente con l'attività reale: dal codice dipendono inquadramento fiscale e previdenziale, accesso a determinati regimi e eventuale obbligo di iscrizione ad albi o registri.
Documenti e informazioni da preparare
Qualunque forma giuridica scegli, le informazioni di base sono in gran parte le stesse: nome e cognome, codice fiscale, dati anagrafici (data e luogo di nascita), documento d'identità in corso di validità, indirizzo di residenza, codice ATECO, luogo di esercizio dell'attività, data di inizio attività, regime fiscale scelto, indirizzo PEC e SPID. Preparali prima dell'appuntamento con il commercialista o del primo accesso al software di compilazione: riduci il rischio di ritardi nella comunicazione all'Agenzia delle Entrate.
Tra libero professionista e ditta individuale cambia soprattutto la denominazione. Il libero professionista opera sempre con nome e cognome e non indica alcuna denominazione; la ditta individuale può affiancare a nome e cognome una denominazione commerciale, cioè il nome con cui svolgerà l'attività. Per il resto, dal documento d'identità al codice ATECO, dal regime fiscale all'indirizzo PEC, le informazioni richieste sono le stesse. La PEC è il canale con cui si trasmette la richiesta e si riceve la comunicazione di attribuzione della Partita IVA.
Come presentare la richiesta all'Agenzia delle Entrate
La richiesta di apertura si presenta con il modello AA9/12 e va inviata entro 30 giorni dalla data di inizio attività. Si può usare la PEC, indicando nell'oggetto "Dichiarazione di inizio attività": la richiesta può andare a una qualunque Direzione Provinciale e l'elenco degli indirizzi PEC è pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Il modello può essere sottoscritto con firma digitale; se è firmato con firma autografa, va allegata una copia del documento d'identità del firmatario. La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui risulta spedita e l'attribuzione della Partita IVA viene comunicata all'indirizzo PEC usato per la trasmissione.
In alternativa alla PEC puoi consegnare il modello di persona, o tramite una persona munita di delega, a qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate, prenotando un appuntamento; oppure spedirlo per raccomandata a un qualunque ufficio, allegando copia di un documento d'identità del dichiarante in corso di validità. Anche in questo caso la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui risulta spedita. Il modello AA9/12 può essere predisposto, in autonomia o tramite un intermediario delegato, con il software dell'Agenzia delle Entrate e poi inviato direttamente con un apposito servizio web nella propria area riservata.
Un caso particolare riguarda i non residenti in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo che iniziano l'attività nominando un rappresentante fiscale: il modello AA9/12 va presentato esclusivamente presso l'ufficio della Direzione Provinciale competente per il domicilio fiscale del rappresentante, con allegata la dichiarazione che attesta il possesso dei requisiti previsti dal decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, e la garanzia richiesta dalla normativa.
Procedura passo dopo passo per aprire la Partita IVA
- 1. Preparare documenti e informazioni richiestiNome, cognome, codice fiscale, documento d’identità, codice ATECO, indirizzo PEC, SPID, luogo e data di inizio attività
- 2. Scegliere forma giuridica e regime fiscaleDitta individuale, società, forfettario o ordinario
- 3. Compilare il modello AA9/12Con software dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario
- 4. Inviare la dichiarazione entro 30 giorni dall’inizio attivitàPer PEC, raccomandata o in persona presso un ufficio dell’Agenzia
- 5. Attendere la comunicazione di attribuzione della Partita IVAAll’indirizzo PEC indicato
Regime forfettario o ordinario: come scegliere
Il regime forfettario è il regime agevolato per professionisti, freelance, artigiani e piccoli imprenditori con ricavi o compensi entro determinati limiti. Prevede un'imposta sostitutiva del 5% per le nuove attività che rispettano determinati requisiti, o del 15% negli altri casi. Chi aderisce non applica l'IVA in fattura, non è soggetto a IRAP e non applica la ritenuta d'acconto, beneficia dell'esclusione dagli ISA e ha adempimenti fiscali semplificati; per artigiani e commercianti è prevista anche la possibilità di riduzione dei contributi INPS. Il reddito imponibile non si calcola sui costi effettivi, ma moltiplicando gli incassi per un coefficiente di redditività che varia in base all'attività: con 20.000 euro incassati e un coefficiente del 78%, per esempio, le tasse si pagano su 15.600 euro.
Per accedere al forfettario servono requisiti personali ed economici. Requisiti personali: residenza in Italia, non essere socio di una società di persone e non possedere quote di maggioranza in una società di capitali che opera nello stesso settore dell'attività che aprirai. Requisiti economici: aver incassato meno di 85.000 euro nell'anno precedente con un'attività autonoma; aver pagato eventuali compensi a collaboratori per un importo inferiore a 20.000 euro all'anno; se sei anche dipendente, avere una retribuzione annua lorda dell'anno precedente all'apertura inferiore a 30.000 euro, soglia elevata a 35.000 euro nel 2024 ma senza conferme ufficiali per gli anni successivi.
L'aliquota ridotta del 5% si applica per i primi 5 anni di attività ed è riservata a chi avvia una nuova iniziativa economica. Per ottenerla, il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare. L'attività da esercitare non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività svolta in precedenza come lavoro dipendente o autonomo, con l'eccezione del caso in cui l'attività precedente consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni. Se l'attività prosegue un'attività svolta in precedenza da un altro soggetto, i ricavi e compensi realizzati nel periodo d'imposta precedente non devono superare i limiti che consentono l'accesso al regime.
Il forfettario conviene quando i costi che dovrai sostenere sono pari o più bassi di quelli stimati forfettariamente dallo Stato. Se invece hai molti costi, valuta il regime ordinario, in cui ogni spesa relativa all'attività viene sottratta dai ricavi e riduce l'importo su cui calcolare le tasse: è il caso tipico di attività con affitto di locali, attrezzature, materie prime o collaboratori rilevanti. Confronta i numeri della tua attività, perché il regime scelto al momento dell'apertura incide su fatturazione, contabilità, contributi e dichiarazione per gli anni successivi.
Costi iniziali e spese da mettere in budget
La procedura di apertura in sé ha costo zero: basta compilare uno dei modelli messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate e inviarlo all'Agenzia stessa. I costi nascono dalle scelte a monte e dalla difficoltà di compilare i moduli: può servire il supporto di una figura esperta, come un commercialista o un CAF, per individuare il codice ATECO, scegliere il regime e compilare correttamente la domanda. Per determinate professioni si aggiunge l'iscrizione obbligatoria a un albo o alla Camera di Commercio, con le relative spese.
La forma giuridica incide sul budget: per le società di capitali vanno considerate possibili spese notarili per la costituzione e adempimenti societari ricorrenti. Si sommano i costi di gestione contabile, che variano con il regime: nel forfettario gli adempimenti sono semplificati; nel regime ordinario servono contabilità, dichiarativi e, per le società, il bilancio. Metti in budget anche conto corrente dedicato, servizio di PEC, fatturazione elettronica e software di gestione, insieme a ogni eventuale consulenza su fisco e contributi.
Tra le voci fisse ci sono i contributi previdenziali: l'iscrizione avviene presso la gestione previdenziale competente per il tipo di attività e importo e modalità di calcolo vanno verificati con la gestione stessa; per artigiani e commercianti in regime forfettario è prevista la possibilità di riduzione dei contributi INPS. Considera poi le spese operative generate dall'attività fin dall'avvio: affitto dei locali, materiali, attrezzature, compensi e contributi per eventuali dipendenti o collaboratori. Le voci di costo restano quindi legate a consulenza, iscrizioni, previdenza e gestione, non alla presentazione della domanda.
Controlli finali
Prima di inviare la domanda, verifica in sequenza: di rispettare i quattro requisiti personali indicati nella prima sezione; di avere individuato forma giuridica e codice ATECO coerenti con l'attività che svolgerai; di avere raccolto i documenti e le informazioni elencati nella seconda sezione, compresi nome e cognome, codice fiscale, dati anagrafici, documento d'identità in corso di validità, indirizzo di residenza, luogo di esercizio dell'attività, data di inizio attività, regime fiscale scelto, indirizzo PEC e SPID; di avere compilato il modello AA9/12 e di inviarlo entro 30 giorni dalla data di inizio attività; di avere scelto il regime fiscale tra forfettario e ordinario in base ai requisiti e ai costi effettivi; di avere messo in budget le voci di costo iniziali e ricorrenti indicate nella sezione dedicata.
Verifica inoltre che la PEC usata per la trasmissione sia quella su cui vuoi ricevere la comunicazione di attribuzione della Partita IVA: l'attribuzione viene comunicata a quell'indirizzo. Se dai controlli emerge un dubbio su modello, dati, regime fiscale o casi particolari, rivolgiti a un commercialista, a un CAF o a un intermediario delegato.


