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Come Scegliere

Come confrontare preventivi di fornitori: voci, costi e criteri di scelta

Confrontare più preventivi vuol dire ricondurre offerte diverse a una base comune di voci, costi e criteri, non fermarsi all'importo finale.

Confrontare preventivi non significa scegliere il prezzo più basso

Confrontare più preventivi vuol dire ricondurre offerte diverse a una base comune di voci, costi e criteri, non fermarsi all'importo finale. Nel MePA il Confronto di Preventivi è una modalità di Negoziazione che, come ricorda la wiki di Acquisti in Rete PA, si distingue dalla Trattativa diretta: non è uno scambio informale di documenti, ma una procedura con regole e passaggi propri.

Il contesto cambia regole e priorità. Secondo l'analisi di agendadigitale.eu del 29 novembre 2023, il Codice appalti consente affidamenti diretti senza confronto di più preventivi per contratti fino a 140.000 euro: sotto quella soglia il confronto non è imposto dalla procedura, ma resta uno strumento di convenienza economica. Nel privato non esistono obblighi procedurali analoghi; la sequenza operativa è identica: isolare le voci, normalizzare il prezzo e pesare i criteri qualitativi che il prezzo non esprime.

Il confronto risponde a tre domande distinte: che cosa comprende esattamente l'offerta, quanto costa in modo comparabile, quanto è affidabile il fornitore rispetto alle proprie esigenze tecniche e di tempi. Saltarne una produce confronti falsati anche quando i numeri sembrano chiari.

Allineare le voci: la griglia per rendere i preventivi confrontabili

La prima operazione è costruire una griglia di confronto: un elenco di voci identico per tutti i preventivi, con descrizione della prestazione o del bene, quantità e unità di misura. Solo ciò che è descritto allo stesso modo si può confrontare. Se un fornitore indica un prezzo a corpo per l'intero intervento e un altro lo scorpora in voci, la griglia va ricostruita a monte, chiedendo a ciascuno di compilare lo stesso schema.

Per ogni voce va verificato che cosa è incluso e che cosa è escluso. Le componenti che generano più spesso differenze sono materiali, manodopera, mezzi e attrezzature, trasporto, smaltimento e conferimento in discarica, oneri della sicurezza, adempimenti amministrativi e documentali. Un preventivo che non menziona una di queste voci non per forza la include: se resta fuori, diventerà un costo aggiuntivo dopo l'aggiudicazione.

Alle voci economiche si affiancano i parametri oggetto di confronto, cioè gli elementi su cui le offerte vengono effettivamente valutate. Il corso di Opera Bari su MePA e Codice degli appalti richiama sia le regole per eseguire correttamente il confronto concorrenziale, sia i parametri oggetto di confronto: sono questi a rendere la griglia uno strumento di valutazione, non un semplice foglio di calcolo.

Voci comuni nei preventivi: cosa deve essere incluso o escluso

Materiali
Deve essere chiarito se inclusi o esclusi
Manodopera
Da specificare in modo dettagliato
Mezzi e attrezzature
Inclusi o esclusi? Da verificare
Trasporto
Spesso non incluso, va verificato
Smaltimento e conferimento in discarica
Spesso escluso, ma può generare costi aggiuntivi
Oneri della sicurezza
Obbligatori, devono essere chiaramente indicati
Adempimenti amministrativi e documentali
Spesso trascurati, ma possono influire sul costo totale

Dal prezzo al costo totale: IVA e regimi fiscali

Il prezzo indicato in un preventivo, di norma, non comprende l'IVA: come chiarisce flextax.it, la risposta alla domanda se l'IVA debba essere compresa nel prezzo indicato in preventivo o in fattura è no. Confrontare un importo che include l'imposta con uno che la espone a parte, o con uno che non la prevede affatto, produce una classifica dei fornitori priva di significato.

Il regime fiscale del fornitore incide sulla comparabilità. Sempre secondo flextax.it, il contribuente forfettario è esonerato dalla disciplina IVA: il suo preventivo non recherà l'imposta e nel confronto il valore da inserire in griglia è quello effettivamente pagato; per gli altri fornitori occorre invece decidere se confrontare gli imponibili o i totali. La scelta deve essere unica e applicata a tutte le offerte.

Un secondo passaggio riguarda chi acquista: per un soggetto passivo IVA la detraibilità dell'imposta pagata cambia il costo effettivo della fornitura; per un privato il riferimento è il totale effettivamente sborsato. Va poi verificata la presenza di costi non assoggettati alla stessa disciplina del corrispettivo principale, come spese anticipate o rimborsi, da riportare in griglia con la stessa evidenza del prezzo.

Criteri di scelta: i parametri oggetto di confronto

Oltre al prezzo, in griglia vanno i parametri che incidono sull'esecuzione: conformità tecnica alle specifiche richieste, tempi di consegna o di esecuzione, durata e contenuto della garanzia, assistenza post-vendita, modalità e tempi di pagamento, penali per ritardo, copertura assicurativa, referenze su forniture analoghe. Ogni parametro va definito in modo misurabile prima di ricevere le offerte, altrimenti la valutazione si basa sull'impressione che il preventivo produce.

La ponderazione dei criteri dipende dall'esigenza prevalente. Se il vincolo è la continuità di un servizio, pesano di più tempi e assistenza; se l'acquisto è una fornitura una tantum di beni standardizzati, il peso maggiore va al prezzo normalizzato e alla conformità tecnica. L'errore ricorrente è assegnare i pesi dopo aver visto gli importi, adattandoli all'offerta più bassa.

Un'offerta è preferibile quando soddisfa tutti i requisiti minimi e, tra quelle conformi, offre il miglior rapporto tra prezzo normalizzato e prestazioni. Le clausole contrattuali fanno parte del confronto: termini di consegna vincolanti, condizioni di pagamento, gestione dei vizi e delle sostituzioni possono spostare la scelta anche a fronte di uno scostamento di prezzo.

Il confronto di preventivi nel MePA e negli acquisti pubblici

Nel MePA il Confronto di Preventivi è una modalità di Negoziazione del Mercato Elettronico diversa dalla Trattativa diretta: la Trattativa diretta è rivolta a un solo operatore, mentre il Confronto di Preventivi presuppone la messa a confronto di più offerte. La scelta dello strumento determina obblighi documentali e regole da seguire, non solo la veste formale dell'acquisto.

Occorre distinguere il Catalogo dalle Convenzioni e dagli Accordi quadro. Per l'analisi di agendadigitale.eu, il Catalogo è un archivio elettronico con offerte presentate dai fornitori e non ancora valutate né negoziate; Convenzioni e Accordi quadro sono invece contratti e accordi stipulati a seguito di gara. Confondere i due piani porta a credere che acquistare a catalogo equivalga ad acquistare alle condizioni negoziate da una centrale di committenza: non è così.

Gli strumenti operativi del sistema di e-procurement rinnovato, come elencato nel programma del corso di Opera Bari, comprendono l'Ordine diretto, la Trattativa diretta e il confronto tra preventivi, la Richiesta di Offerta semplice ed evoluta, gli appalti specifici e lo SDAPA, oltre agli ordini diretti di Convenzioni e agli ordini diretti e appalti specifici di Accordo quadro. Lo stesso corso segnala novità introdotte dal 25 maggio 2022 e dal 1° gennaio 2024. Quando l'Ordine diretto non è efficace, la procedura va impostata con lo strumento di negoziazione adeguato, non forzata nello schema più semplice.

Differenze tra Catalogo, Convenzioni e Accordi quadro nel MePA

  • CatalogoArchivio elettronico di offerte non ancora valutate né negoziate. Non equivale a condizioni di gara.
  • Convenzioni e Accordi quadroContratti stipulati dopo gara. Offrono condizioni negoziate e vincolanti.

Soglie fiscali e procedurali per l'affidamento diretto nel Codice degli Appalti

  • Soglia per affidamento diretto senza confronto di preventivi140.000 euro
  • Regime fiscale del contribuente forfettarioEsonerato dalla disciplina IVA
  • Detraibilità IVA per soggetti passiviInfluisce sul costo effettivo della fornitura

Errori frequenti e checklist per un confronto corretto

Gli errori che falsano più spesso il confronto sono tre. Primo: confondere il Catalogo con Convenzioni e Accordi quadro, trattando come condizioni negoziate in gara quelle che sono semplici offerte pubblicate e non ancora valutate. Secondo: non allineare le voci, mettendo a confronto preventivi con perimetri diversi come se descrivessero la stessa prestazione. Terzo: ignorare il trattamento dell'IVA e il regime fiscale del fornitore, confrontando un imponibile con un totale o l'offerta di un contribuente forfettario, esonerato dalla disciplina IVA, con quella di un fornitore in regime ordinario.

Sequenza operativa: 1) definire oggetto, specifiche e requisiti minimi; 2) costruire la griglia di voci con descrizioni, quantità e unità di misura identiche per tutti; 3) fissare prima i criteri di valutazione e il loro peso; 4) inviare a ciascun fornitore la stessa griglia da compilare, chiedendo di dichiarare espressamente inclusioni ed esclusioni; 5) verificare le clausole contrattuali (tempi, garanzia, pagamenti, penali); 6) normalizzare i prezzi su base omogenea rispetto a IVA e regime fiscale; 7) valutare le offerte conformi applicando i pesi stabiliti; 8) nel contesto pubblico, scegliere lo strumento corretto tra Ordine diretto, Trattativa diretta, Confronto di Preventivi e Richiesta di Offerta, rispettando le regole del confronto concorrenziale e verificando se l'importo consente l'affidamento diretto senza confronto di più preventivi.

Un ultimo controllo riguarda la coerenza tra quanto offerto e quanto sarà effettivamente eseguito: le voci incluse nel preventivo devono ritrovarsi nel contratto o nell'ordine, con le stesse quantità e gli stessi riferimenti. Ciò che resta fuori dal documento contrattuale è, in pratica, ciò che il fornitore potrà addebitare a parte.

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